Le tre Circoscrizioni Ecclesiastiche Bizantine Cattoliche in Italia, ossia l’Eparchia di Lungro, l’Eparchia di Piana degli Albanesi ed il Monastero Esarchico di Santa Maria di Grot-taferrata, con il consenso di S. S. Giovanni Paolo II del 1996, hanno celebrato il II Sinodo InterEparchiale nella Basilica di Santa Maria di Grottaferrata in varie sessioni:

               

I   Sessione dal 17 al 22 ottobre 2004,                                                                            

II  Sessione dal 15 al 19 novembre 2004,                                                                        

III Sessione dal 10 al 14 gennaio 2005.

Il I Sinodo si era celebrato nel 1940 sempre nella medesima sede.

Il tema dell’attuale Sinodo è stato: Comunione ed annuncio dell’Evangelo sviluppato nei seguenti schemi:

     1.  Prologo: Contesto teologico e pastorale

     2.  La Sacra Scrittura nella Chiesa locale

     3.  Catechesi e mistagogia

     4.  Liturgia

     5.  Formazione del clero e dei membri

          di Istituti di vita consacrata 

     6.  Diritto Canonico

     7.  Rapporti Interrituali

     8.  Ecumenismo e Dialogo Interreligioso

     9.  Rievangelizzazione

   10.  Missione

   11.  Epilogo: “Chiamati ad essere santi” (Rom

          1,7).

Questi schemi, nelle prime due sessioni, sono stati discussi e votati dai membri sinodali, i quali hanno apportato critiche, emendamenti, proposte per migliorare il testo. Nell’ultima sessione di gennaio 2005 sono stati votati gli emendamenti proposti e quelli approvati saranno introdotti negli schemi defi-nitivi.

L’assemblea sinodale è stata preseduta dagli Ordinari: il Vescovo di Piana degli Albanesi, S.E. Mons. Sotir Ferrara; il Vescovo di Lungro, S.E. Mons. Ercole Lupinacci; il Rev.mo Archi-mandrita del Monastero, Padre Emiliano Fabbricatore. In rappresentanza della Congre-gazione per le Chiese Orientali è stato presente S.E. Mons. Pio Tamburrino, Arcivescovo Metropolita di Foggia-Bovino.
L’assemblea era composta da 120 membri sinodali, divisi tra sacerdoti, monaci, religiose, religiosi e laici.

Durante i lavori sinodali sono intervenute a vari titoli delle presenze particolarmente significative e gradite:

I Sessione: S.E. il Sig. Cardinale Lubomyr Husar Arcivivescovo Maggiore di Lviv degli Ucraini, S.E. Mons. Szilard Keresztes, Vescovo di Hajdudorog dei greco-cattolici di Ungheria, il Rev.mo Archimandrita Grigorios Stergiou, Delegato fraterno dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, Vicario per l’Italia centrale (in seguito nominato Vescovo);

II Sessione: S. Beatitudine il Patriarca Gregorio III dei Greci-cattolici Melchiti di Siria, il Rev.mo Archimandrita Georgios Antonopoulos, Rettore della Chiesa Ortodossa di Napoli e delegato fraterno, S.E. il Sig. Cardinale Camillo Ruini, Presidente della CEI, S.E. Mons. Angelo Massafra, Arcivescovo di Scutari, Presidente della Conferenza Episcopale d’Albania.

Tutti hanno avuto parole di esortazione e incoraggiamento ma in particolare il Presidente della CEI, il Cardinale Camillo Ruini, ha voluto segnalare l’ambito della nostra Chiesa nel contesto italiano e lo scopo del Sinodo: “E’ […] motivo di gioia per la tutta la Chiesa che è in Italia percepire la vitalità delle Chiese bizantine pre-senti nel suo seno e che in questi giorni si interrogano qui sul fondamento della koinonia e sull’annuncio dell’evangelo agli uomini e alle donne del nostro tempo e del nostro paese”.

Tra i vari messaggi inviati all’Assemblea Sino-dale si segnala, al riguardo delle nostre specifi-cità, quello del Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, S.E. il Sig. Cardinale Ignace Moussa I Daoud: “Consentitemi di sottolineare la peculiarità di questo Sinodo: l’elaborazione del Diritto Particolare in esecuzione a quanto richiesto dal Codice dei Canoni delle Chiese Orientali. Compito ormai indilazionabile, anch’esso concorrerà alla crescita e alla fioritura delle vostre Comunità”.

Il Sinodo si propone di rispondere all’impellente urgenza generale della pastorale di rievange-lizzazione, che ha al suo centro Gesù Cristo, morto e risorto, salvezza per ogni uomo.

Archimandrita Antonino Paratore